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Habemus Papam? Almeno sui social network si!

Dopo il clamore che hanno destato le dimissione di Papa Benedetto XVI, adesso tutto il mondo è in attesa dell’inizio del conclave che darà il nuovo papa. Intanto sui social network c’è già il nome del futuro pontefice: chi sarà?

Se i giornalisti di tutto il mondo sono in trepida attesa per l’inizio del conclave, da giorni è ormai partito il toto-papa: le quotazioni danno come papabili un Papa africano, asiatico e americano.

I social network danno invece risposte più schiette: per loro, il futuro pontefice è il filippino Luis Antonio Tagle, 56 anni, arcivescovo di Manila. Seguito a ruota dallo statunitense Timothy Dolan, 63enne porporato di New York, e dall’italiano Gianfranco Ravasi, 71 anni, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

Ravasi è uno dei porporati più social, con circa mille tweet, ma una ricerca di di Decisyon, start up che si occupa di social media, ha assegnato a Ravasi il terzo posto tra i porporati 2.0. Secondo la ricerca il più influente sui social media è il filippino Tagle:  ha generato il 52% delle attività sul web 2.0 riconducibili a cardinali dal primo gennaio a oggi, oltre 57mila post e condivisioni. Al secondo posto lo statunitense Dolan (responsabile del 24% delle attività) e al terzo posto il cardinal Ravasi (per lui “solo” un 9%).

Tagle poi è anche molto attivo su Facebook: almeno sette sono le pagine che si possono attribuire a lui o ai suoi accoliti.

C’è stato però chi, dopo aver creato un certo clamore sui social network, ha deciso di abbandonarli: si, proprio lui, Ratzinger. Dopo aver lasciato il Vaticano, ha lanciato il suo ultimo tweet, cancellando tutti quelli precedenti:

Grazie per il vostro amore e il vostro sostegno. Possiate sperimentare sempre la gioia di mettere Cristo al centro della vostra vita.

— Benedetto XVI (@Pontifex_it) 28 febbraio 2013.

L’account per ora è congelato, in attesa del nuovo pontefice: a parte l’ilarità generale che ci fu all’inizio, non sarebbe male se il futuro pontefice riuscisse ad usare meglio Twitter per comunicare sia con i fedeli ma anche con il resto della popolazione.

Francesca Lizi

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