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Ronaldo, non c’è Cristiano che tenga: fenomeno social

Se esiste un dibattito perenne sul campo, in campo digitale Cr7 non conosce rivali.

235 milioni: questo l’impressionante numero che somma like su Facebook e follower fra Instagram e Twitter di Cristiano Ronaldo. Tanto per rendere l’idea, Leo Messi non supera i 130 escluso Twitter, dove l’argentino non è presente con un profilo ufficiale. Considerando Facebook ed Instagram il lusitano è a quota 190, nettamente davanti alla Pulga: numeri che la dicono tutta sul fenomeno mediatico rappresentato dal portoghese.

Sarà per un’avvenenza estetica maggiore, per le numerose love story piuttosto reclamizzate, o soprattutto per una capacità di vendersi ed essere personaggio (a volte nemmeno troppo simpatico) con sponsor e prodotti fai da te. È il caso ad esempio della mini-serie che CR7 ha lanciato col figlio, alle prese con attività di vita quotidiana e che tanto successo ha riscontrato sul web.

A differenza di Messi, decisamente meno avvezzo a telecamere e colpi di testa lontano dal campo da calcio, Cristiano è sempre stato capace di unire la professione calcistica a numerose passioni e “manie” extra-calcio. Dalla moda alle belle macchine, camere iperbariche e trattamenti ad hoc preservare un fisico che a 31 anni ha toccato apici di perfezione. Il tutto ha evidentemente contribuito alla creazione di un personaggio, soprattutto in un’epoca sempre più social: ciò nonostante, quanto più conta, è che qualsiasi allenatore lo abbia avuto parla di un professionista fra i più seri mai avuti.

Un giocatore che ha saputo portare il suo dominio non solo nei campionati in cui ha militato, ma anche a livello europeo e per ultimo con la propria Nazionale, dando al Portogallo il primo trofeo della sua storia e a lui il titolo di Imperatore d’Europa. Sono sette in totale, con una Supercoppa Europea, due Mondiali per Club ed ovviamente le tre Champions League. Nessuno ha bucato la rete più volte di lui nella storia della competizione, 94 volte: nessuno ha segnato più di lui in una singola stagione nella coppa dalle grandi orecchie, ben 17. Un poker di classifiche cannonieri vinte, sempre in Champions, ma è un record più di ogni altro a sbalordire e a dirla tutta sullo strapotere di questo giocatore: è l’unico nella storia del calcio ad aver segnato per sei stagioni di fila oltre 50 reti.

La netta sensazione guardando questo giocatore, che sia dagli spalti o dal divano di casa, è che non si tratti di un talento innato ma di un campione costruite, nella sua connotazione più positiva. A livello fisico, tecnico e mentale: anno dopo anno ha saputo aggiungere un aspetto in più al suo gioco, fino a renderlo una macchina perfetta. A differenza di Messi, dentro e fuori dal campo.

Tommaso Lippiello

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