Terremoto in Myanmar: oltre 3.000 morti e gravi difficoltà per i sopravvissuti

Il terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar ha causato oltre 3.000 morti e gravi danni alle infrastrutture, complicando le operazioni di soccorso e l’accesso all’assistenza sanitaria per i sopravvissuti.
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Il devastante terremoto che ha colpito il Myanmar la scorsa settimana ha causato un bilancio drammatico di oltre 3.000 morti, secondo quanto riportato dalla giunta militare. Le organizzazioni non governative stanno lottando per fornire assistenza ai sopravvissuti, mentre le infrastrutture del paese sono state gravemente danneggiate.

Il terremoto e il bilancio delle vittime

Il terremoto di magnitudo 7,7, avvenuto venerdì scorso, è stato uno dei più potenti registrati nel paese negli ultimi cento anni. Ha provocato il crollo di migliaia di edifici e la distruzione di strade e ponti in diverse regioni del Myanmar. Secondo l’esercito birmano, almeno 3.085 persone hanno perso la vita a causa del sisma; altre 4.715 sono rimaste ferite e circa 341 risultano disperse.

Tuttavia, i media locali segnalano numeri significativamente più alti rispetto alle cifre ufficiali fornite dal governo militare. La situazione è complicata dalle interruzioni nelle comunicazioni e dall’accessibilità limitata a molte aree colpite dal disastro; pertanto è probabile che il numero delle vittime aumenterà man mano che arriveranno ulteriori informazioni dai luoghi isolati.

Aiuti umanitari insufficienti

Le condizioni dei sopravvissuti sono critiche: molti stanno ricevendo aiuti umanitari minimi rispetto alle loro necessità urgenti. L’emittente britannica BBC ha inviato giornalisti sotto copertura a Mandalay per documentare la situazione attuale nel paese dopo che le autorità hanno vietato l’ingresso ai reporter stranieri.

Giovedì scorso si contavano circa 1.550 soccorritori internazionali impegnati insieme ai volontari locali nelle operazioni di soccorso; forniture da ben diciassette nazioni sono state inviate sul posto per supportare gli sforzi umanitari in corso.

Le operazioni si concentrano principalmente su aree dove si presume ci siano superstiti intrappolati tra le macerie degli edifici crollati. Molti cittadini hanno allestito accampamenti improvvisati nei parchi pubblici della città a causa delle continue scosse di assestamento, alcune delle quali hanno raggiunto una magnitudo di 5.

Accesso all’assistenza sanitaria compromesso

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che quattro ospedali e un centro sanitario sono stati completamente distrutti dal terremoto; altri trentadue ospedali e diciotto centri sanitari risultano parzialmente danneggiati dalle scosse sismiche.

Con le strutture sanitarie compromesse ed un numero crescente di pazienti bisognosi d’aiuto medico urgente, l’accesso all’assistenza sanitaria è diventato estremamente difficile nelle zone maggiormente colpite dal sisma. L’OMS avverte che migliaia di persone necessitano immediatamente di cure traumatologiche o interventi chirurgici essenziali; inoltre esiste un rischio elevato legato alla diffusione del colera tra i sopravvissuti già vulnerabili.

La crisi umanitaria era già grave prima dell’arrivo del terremoto: oltre tre milioni erano già sfollate dalle loro abitazioni ed erano quasi venti milioni le persone bisognose d’aiuto alimentare o sanitario nel paese.

Cessate il fuoco temporaneo dichiarato dalla giunta militare

Dopo aver preso il potere con un golpe nel febbraio 2021 contro il governo democraticamente eletto guidato da Aung San Suu Kyi, i militari birmani continuano ad affrontare una brutale guerra civile con gruppi armati oppositori al regime attuale.

Mercoledì scorso l’esercito birmano ha annunciato un cessate il fuoco temporaneo fino al prossimo 22 aprile nella speranza che ciò possa facilitare gli sforzi umanitari post-terremoto senza interferenze dovute ai combattimenti in corso tra le varie fazioni armate presenti sul territorio nazionale.

In aggiunta a questa decisione strategica della giunta militare birmana riguardo alla tregua temporanea, la televisione statale ha confermato anche la partecipazione del leader Min Aung Hlaing ad un vertice regionale previsto a Bangkok in Thailandia nei prossimi giorni—un evento raro considerando gli attuali rapporti tesi con gran parte della comunità internazionale dopo aver assunto il potere militarmente.