Un convoglio di aiuti umanitari in Myanmar è stato attaccato dall’esercito mentre si trovava in transito verso Mandalay. L’incidente, avvenuto nella cittadina di Naung Cho, nello stato settentrionale di Shan, ha sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle operazioni di soccorso nel paese colpito da un recente terremoto. Secondo quanto riportato dalla BBC e dal gruppo ribelle Esercito di liberazione nazionale Tàang, le truppe militari hanno aperto il fuoco utilizzando mitragliatrici pesanti contro i nove veicoli del convoglio.
Dettagli dell’attacco al convoglio
Il convoglio colpito era composto da nove veicoli appartenenti alla Croce Rossa cinese e stava trasportando aiuti per le zone devastate dal terremoto. Durante il passaggio vicino al villaggio di Ohn Ma Tee, l’esercito ha iniziato a sparare senza preavviso. Il gruppo ribelle ha dichiarato che il percorso del convoglio era stato comunicato alla giunta militare; tuttavia, quest’ultima ha negato qualsiasi informazione ricevuta riguardo al transito dei veicoli.
Secondo la giunta militare, l’apertura del fuoco è stata motivata dalla mancata fermata del convoglio all’ordine delle forze armate. Nonostante la gravità della situazione, le autorità hanno affermato che non ci sono stati feriti tra i membri del personale umanitario e che stanno indagando sull’accaduto per chiarire le circostanze dell’attacco.
La Croce Rossa cinese sta monitorando attentamente la situazione e mantiene contatti con le autorità locali per garantire la sicurezza degli operatori sul campo e dei rifornimenti inviati a sostegno della popolazione colpita dal sisma.
Operazioni di soccorso dopo il terremoto
Le operazioni di soccorso continuano nel paese dopo il devastante terremoto che ha colpito diverse aree. Un evento significativo è avvenuto quando Naing Lin Tun, un giovane uomo di 26 anni, è stato estratto vivo dalle macerie cinque giorni dopo il sisma. Il salvataggio si è svolto nella capitale Naypyidaw grazie a una squadra congiunta composta da soccorritori provenienti sia dal Myanmar sia dalla Turchia.
I soccorritori hanno utilizzato una telecamera endoscopica per localizzare Naing Lin Tun tra i detriti dell’hotel dove lavorava. Dopo aver confermato che era vivo, sono riusciti a estrarlo attraverso un’apertura praticata nel pavimento con un martello pneumatico. Le immagini diffuse dai vigili del fuoco mostrano l’uomo debole ma cosciente mentre riceve assistenza medica immediata su una barella.
Questo salvataggio rappresenta uno dei pochi successi nelle operazioni post-terremoto in cui molte persone sono ancora disperse o intrappolate sotto i resti degli edifici crollati.
Bilancio delle vittime e situazione attuale
Il bilancio ufficiale delle vittime continua ad aumentare drammaticamente: secondo quanto riportato dell’agenzia Xinhua citando fonti governative locali, ci sono attualmente 2.886 morti accertati e 4.639 feriti registrati a seguito del disastro naturale. Inoltre, altre 373 persone risultano disperse nelle aree più gravemente colpite dagli eventi sismici.
Le autorità stanno cercando attivamente sopravvissuti tra le macerie ed effettuano valutazioni sui danni strutturali alle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal terremoto. La comunità internazionale sta seguendo con attenzione gli sviluppi della situazione in Myanmar mentre gli sforzi umanitari proseguono nonostante gli ostacoli legati alla sicurezza sul territorio.