Il Teatro La Fenice di Venezia ha riaperto le porte a “Anna Bolena“, l’opera di Gaetano Donizetti, dopo un’assenza che durava dal 1857. Questo nuovo allestimento, presentato il 28 marzo 2025, segna un’importante ripresa per la lirica veneziana e rappresenta una sfida artistica per il direttore Renato Balsadonna e il regista Pier Luigi Pizzi. Con un cast d’eccezione e una visione innovativa, lo spettacolo si propone di valorizzare la complessità emotiva dell’opera.
Un cast d’eccezione
La produzione vede protagonisti nomi noti del panorama operistico. Alex Esposito interpreta Enrico VIII con una voce profonda e incisiva, mentre Lidia Fridman veste i panni della regina Anna Bolena. Carmela Remigio è Giovanna Seymour, Enea Scala assume il ruolo di Lord Riccardo Percy e William Corrò quello di Lord Rochefort. Il coro del Teatro La Fenice è diretto da Alfonso Caiani e accompagna l’orchestra nella realizzazione delle complesse partiture donizettiane.
L’allestimento si basa su un’edizione critica curata da Paolo Fabbri che permette ai cantanti di esprimere appieno le potenzialità vocali richieste dal belcanto. Ogni artista porta sul palco non solo la propria tecnica vocale ma anche una forte interpretazione dei personaggi, rendendo ogni scena carica di emozione.
Una regia minimalista ma efficace
Pier Luigi Pizzi ha scelto un approccio minimalista per questo allestimento: la scenografia è caratterizzata da strutture grigie in legno che evocano architetture tardogotiche. Questa scelta scenografica mira a mettere in risalto gli aspetti psicologici dei personaggi piuttosto che distrarre con dettagli superflui. Le luci soffuse progettate da Oscar Frosio contribuiscono a creare atmosfere claustrofobiche che riflettono le tensioni interne della trama.
Pizzi considera “Anna Bolena” come un’opera centrata sui cantanti; pertanto ha dato priorità alla loro performance vocale rispetto agli elementi scenici tradizionali. I costumi sono sobri ed eleganti; sebbene non siano storicamente accurati nei dettagli Tudor, riescono comunque a trasmettere l’essenza dell’epoca attraverso scelte cromatiche significative.
Un’esperienza musicale intensa
La direzione musicale di Renato Balsadonna si concentra sull’espressione drammatica delle arie più celebri dell’opera donizettiana. Ogni nota viene eseguita con precisione per garantire che i momenti più intensi siano accompagnati dalla giusta orchestrazione, creando così contrasti tra passaggi cupi e momenti più sereni.
Particolarmente toccante è stata l’interpretazione della celebre aria “Al dolce guidami” eseguita da Lidia Fridman; qui il soprano russo ha saputo catturare l’attenzione del pubblico grazie alla sua capacità interpretativa nel rappresentare la complessità emotiva della protagonista in preda alla follia imminente.
Anche Carmela Remigio come Giovanna offre una performance intensa: il suo duetto con Anna mette in luce i conflitti interiori tra amore e lealtà politica, dimostrando abilmente come entrambe le donne siano intrappolate nelle loro scelte tragiche.
Accoglienza calorosa del pubblico
Il debutto dello spettacolo ha ricevuto applausi entusiastici dalla platea veneziana; gli spettatori hanno apprezzato non solo la bravura degli interpreti ma anche l’approccio innovativo alla messa in scena dell’opera classica. Il successo ottenuto evidenzia quanto sia importante continuare a riscoprire opere storiche come “Anna Bolena“, permettendo così al pubblico moderno di entrare in contatto con capolavori dimenticati o poco rappresentati nel repertorio contemporaneo.
Con questa nuova produzione al Teatro La Fenice si segna quindi non solo un ritorno significativo nella programmazione lirica ma anche una celebrazione della ricca tradizione operistica italiana.