Ritirata l’autorizzazione per un incontro sulla sicurezza nel rione Esquilino a Roma

Don Antonio Coluccia, sacerdote impegnato nella lotta contro la droga a Roma, denuncia la revoca dell’incontro sul degrado nel rione Esquilino, evidenziando l’importanza del dialogo tra cittadini e istituzioni.
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Il 4 aprile, Don Antonio Coluccia, sacerdote pugliese noto per il suo impegno nella lotta contro la droga a Roma, avrebbe dovuto incontrare i comitati del rione Esquilino e le associazioni della rete ‘Luce Sia’. L’incontro era finalizzato a discutere temi di sicurezza e criminalità in una delle aree più colpite dallo spaccio di sostanze stupefacenti. Tuttavia, due giorni prima dell’evento, il Municipio 1 ha revocato l’autorizzazione all’uso della sala pubblica ‘Casa del Cittadino’, costringendo gli organizzatori a cercare un’alternativa all’ultimo momento.

La revoca dell’autorizzazione

La richiesta per utilizzare la Casa del Cittadino era stata presentata con largo anticipo da Tiziana Siano, avvocata che supporta Don Antonio Coluccia nelle sue battaglie per la legalità. Questo spazio pubblico è stato inaugurato nel 2021 ed è stato utilizzato anche da esponenti della giunta municipale in eventi recenti. Nonostante fosse stata ricevuta una conferma scritta dal direttore del Municipio 1 Roma centro riguardo alla disponibilità della sala, il Municipio ha comunicato la revoca dell’autorizzazione solo nella serata del 2 aprile.

Secondo quanto dichiarato dalla Siano, il Municipio ha motivato la decisione affermando che “le sale erano già prenotate per altre iniziative”. Questa situazione ha creato notevoli disagi agli organizzatori che avevano già predisposto locandine e annunci sui social media. La scelta di ritirare l’autorizzazione è stata interpretata come un segnale negativo nei confronti di chi cerca di affrontare problemi gravi come quello dello spaccio di droga.

Le conseguenze sul territorio

Don Antonio Coluccia non nasconde la sua preoccupazione riguardo alla situazione nel rione Esquilino. Il sacerdote sottolinea che i residenti vivono quotidianamente le conseguenze dello spaccio e consumo di droghe nelle strade circostanti. Con l’incontro annullato si perde un’importante opportunità di dialogo tra cittadini e istituzioni su questioni cruciali legate alla sicurezza pubblica.

Il degrado nell’area è evidente: Piazza Vittorio Emanuele II e Via Principe Amedeo sono diventate luoghi notoriamente frequentati da spacciatori. Inoltre, i giardini pubblici dedicati a Willy Monteiro Duarte sono stati trasformati in zone poco sicure dove si consuma droga liberamente. Queste problematiche non colpiscono solo gli abitanti ma anche i turisti che visitano una delle zone più centrali della capitale italiana.

Coluccia evidenzia come sia fondamentale favorire il dialogo tra amministrazioni locali e cittadini piuttosto che lasciarsi guidare da burocrazie rigide che ostacolano iniziative positive volte al miglioramento delle condizioni sociali ed economiche dei quartieri più vulnerabili.

L’importanza dell’impegno civico

Nonostante le difficoltà incontrate nell’organizzazione dell’incontro previsto per il 4 aprile, Don Antonio Coluccia continua a ricevere supporto dalla comunità locale e dalle associazioni impegnate nella lotta contro il degrado urbano. I comitati Rione Esquilino e Rinascita Esquilino hanno espresso solidarietà al sacerdote riconoscendo l’importanza degli incontri pubblici come strumenti fondamentali per sensibilizzare sull’emergenza droghe nella zona.

La presenza attiva dei cittadini è essenziale affinché si possano intraprendere azioni concrete contro lo spaccio illegale; tuttavia senza uno spazio adeguato dove discutere tali tematiche diventa difficile trovare soluzioni efficaci ai problemi radicati nel tessuto sociale locale. Gli eventi futuri potrebbero essere messi in discussione se non ci sarà una maggiore collaborazione tra istituzioni locali e comunità civile.