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Twitter lancia Curator, il competitor di Storify

Twitter ha lanciato Curator, il nuovo strumento free per analizzare dati.

Curator è attualmente disponibile sulla piattaforma Twitter per consentire di raccogliere tweet riguardo uno specifico argomento, eseguire ricerche avanzate ed ottenere l’accesso a strumenti di analisi dei dati sempre migliori: pensate a Curator come una versione ancora più avanzata della ricerca avanzata di Twitter. Gli utenti possono infatti affinare la ricerca con criteri sempre più ristretti per trovare i tweet di loro interesse, come la posizione esatta di chi twitta, il conteggio delle parole, i sentimenti espressi nel tweet o che tipo di smartphone è stato utilizzato. Successivamente si possono selezionare i tweet dai risultati della ricerca e presentarli insieme sul proprio sito web. Può sembrare irrilevante, ma c’è già una grande base di utenti pronta ad utilizzarlo; si possono così integrare tweet relativi alla copertura di un argomento trattato in una trasmissione televisiva o in un blog.

Fornisce inoltre degli analytics migliori, permettendo di visualizzare approfondimenti in tempo reale rispetto ai trend e le conversazioni del momento su Twitter. Questo potrebbe aiutare ad identificare tendenze del momento per creare delle news virali prima che le altre aziende le notino. Curator dà inoltre alle imprese più modi per raccogliere determinati tipi di tweet fornendo un servizio molto simile a quello di Storify. Visto il successo di quest’ultimo, anche Twitter ha deciso di cimentarsi nell’implementazione di nuovi strumenti simili. La piattaforma Storify permette infatti agli utenti di cercare e condividere gli aggiornamenti di social media in una storia online.

Ma perché Twitter ha deciso di lanciare Curator? Probabilmente spera che con Curator potrà allargare la propria base di utenti, un punto molto importante per la società quotata in borsa. Il social network ha infatti individuato chi prende informazioni per lavorare all’esterno di Twitter, con tale strumento vuole lasciare che le imprese lavorino sulla piattaforma senza uscirne creando un tool utile.

Annette Palmieri

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