Il congresso di Azione ha messo in luce le affinità e le divergenze tra Giorgia Meloni e Carlo Calenda. Mentre su alcune questioni fondamentali la distanza è notevole, entrambi sembrano condividere posizioni simili su temi cruciali come l’Ucraina, la giustizia e l’energia nucleare. Questo articolo esplora i momenti salienti dell’evento e le dinamiche politiche tra i due leader.
Un congresso all’insegna della collaborazione
Il congresso di Azione si è svolto con un’atmosfera festosa, quasi familiare per Giorgia Meloni, che ha ricevuto calorosi applausi dal pubblico presente. La premier italiana ha interagito con Carlo Calenda in modo amichevole, sottolineando il legame che sembra essersi creato tra loro. Durante il suo intervento, Meloni ha scherzato sul fatto che dopo il discorso di Calenda fosse toccato a lei interpretare il ruolo della moderata.
Tuttavia, nonostante questa apparente sintonia personale, ci sono differenze significative nelle loro visioni politiche. Su questioni come l’Europa e la riforma costituzionale esistono distanze abissali che potrebbero complicare eventuali alleanze future. Entrambi i leader hanno espresso critiche nei confronti delle scelte fatte dal governo precedente guidato da Giuseppe Conte.
Tematiche condivise: Ucraina ed energia
Nonostante le divergenze su alcuni punti chiave della politica europea e interna italiana, Meloni e Calenda hanno trovato terreno comune su diverse tematiche rilevanti per l’attualità politica del paese. Entrambi hanno condannato le riforme attuate dall’ex premier Conte definendole “scellerate“. Inoltre, si sono schierati contro il Green Deal europeo sostenendo una maggiore attenzione verso altre fonti energetiche come quella nucleare.
La questione dell’Ucraina è stata centrale nei loro interventi; entrambi hanno espresso posizioni ferme a sostegno del paese invaso dalla Russia. Anche se vi sono differenze nel modo di affrontare la questione degli armamenti da inviare all’Ucraina – con Calenda più propenso a spingere per un aumento delle spese militari – c’è una certa concordanza nell’affermare la necessità di rispondere fermamente alle aggressioni esterne.
Critica alla gestione Salvini
Un altro punto d’intesa fra i due leader riguarda Matteo Salvini; entrambi lo criticano per la sua posizione cauta riguardo alla spesa militare necessaria per supportare l’Ucraina nella sua lotta contro l’aggressore russo. Questa critica sembra riflettere una volontà comune di prendere una posizione più decisa sulla scena internazionale.
Calenda ha anche accennato al tema dei dazi commerciali durante il suo intervento al congresso; pur avendo opinioni diverse rispetto a Trump sulla questione commerciale globale, quando ha affermato che “ai bulli si risponde con la forza“, Meloni non ha potuto fare a meno di annuire in segno d’approvazione dalla prima fila.
Conclusioni sul futuro politico
Il congresso si è concluso con un mix di entusiasmo da parte dei partecipanti – molti dei quali giovani – ma anche con interrogativi sulle reali possibilità future delle collaborazioni politiche tra Meloni e Calenda. Il leader centrista ha ironicamente escluso qualsiasi ipotesi riguardante un suo ingresso nel governo attuale durante i suoi commenti finali al pubblico entusiasta.
In questo contesto complesso emerge chiaramente quanto sia difficile costruire alleanze durature quando ci sono differenze ideologiche marcate ma anche opportunità concrete per lavorare insieme su temi specifici dove gli interessi coincidono.