Meg celebra trent’anni di carriera con un nuovo EP e un tour che attraversa l’Italia

Meg celebra 30 anni di carriera con il nuovo EP “Maria”, un progetto che esplora la sua identità musicale attraverso tre versioni del brano principale e un tour italiano ricco di novità.
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La cantautrice e produttrice napoletana Meg festeggia tre decenni di carriera musicale con il lancio del suo nuovo EP intitolato “Maria”, disponibile in formato digitale e, a partire dal 4 aprile, anche in vinile. Questo progetto rappresenta un esperimento unico per l’artista, nota per i suoi inizi con i 99 Posse. L’EP include la title track “Maria” in tre versioni diverse che riflettono le molteplici sfaccettature della sua musica: una versione dancefloor ed elettronica, una più intimista ed emozionale, e infine un remix che riporta alle sue origini musicali. In concomitanza con il rilascio dell’EP, Meg intraprenderà un tour che partirà dal The Cage di Livorno e toccherà anche due località pugliesi.

Un viaggio musicale attraverso le diverse anime di Meg

Il brano principale dell’EP è stato concepito come una riflessione sulla ricerca identitaria dell’artista. Meg ha dichiarato: «È stato tutto naturale; mi chiedo sempre chi sono veramente». La canzone “Maria” si presenta quindi come una metafora della complessità umana e artistica. Le varie versioni del brano non sono solo reinterpretazioni musicali ma rappresentano anche le contraddizioni insite nella vita quotidiana.

La prima versione è caratterizzata da ritmi drum’n’bass ed è frutto della collaborazione tra Meg e il Vesuvya Sound System, composto dai fratelli Fugazza insieme a Frenetik&Orang3. Questa interpretazione porta l’ascoltatore in un laboratorio sonoro dove diversi strumenti si fondono per creare qualcosa di innovativo. La seconda versione è più malinconica ed è stata realizzata insieme al pianista Ze in the Clouds; qui la musica assume toni più introspettivi grazie all’approccio creativo del musicista.

Infine c’è la terza interpretazione affidata al violoncellista Carmine Iuvone, dove voci e archi si intrecciano creando atmosfere emotive fortemente legate alla cultura partenopea. Ogni versione viene presentata da Meg attraverso nuove vocalizzazioni, sottolineando così la possibilità infinita di rilettura dei brani musicali.

L’artwork come espressione della ricerca interiore

L’artwork dell’EP riflette questa continua esplorazione interiore attraverso simbolismi significativi come l’uroboro — il serpente che si morde la coda — scelto inizialmente come titolo provvisorio del brano sul computer di Meg. Questo simbolo rappresenta ciclicità e crescita personale; infatti nel design finale realizzato insieme al grafico Michele Nannini emerge anche un richiamo alla sua passione per “La Storia Infinita”. Il 2025 segna inoltre l’anno cinese dell’uroboro, rendendo questo elemento ancora più significativo nel contesto attuale.

In copertina compare la scritta “Maria”, arricchita da danze antiche che simboleggiano i balli sfrenati tipici delle performance live di Meg. Questa scelta visiva comunica chiaramente il legame tra musica tradizionale ed elettronica presente nell’opera.

Preparativi per il tour: concerti tra elettronica e acustico

In vista dei concerti previsti durante il tour italiano, Meg ha annunciato alcune novità interessanti riguardo alla scaletta delle esibizioni live. Sarà accompagnata sul palco da Ze in the Clouds e Suorcristona , offrendo così uno spettacolo variegato che mescola momenti dedicati all’elettronica a performance acustiche intime.

Meg ha rivelato inoltre una sorpresa speciale dopo trent’anni di carriera: porterà finalmente i laser nei suoi concerti live — uno strumento spesso costoso ma ora parte integrante dello show pensato per coinvolgere maggiormente gli spettatori presenti ai suoi eventi dal vivo.

Riflessioni sulla scena musicale italiana contemporanea

Parlando delle nuove generazioni artistiche italiane, Meg ha espresso apprezzamento verso alcuni talentuosi artisti emergenti nel panorama musicale attuale. Ha citato Ginevra come una giovane promessa con cui sta collaborando attivamente; inoltre ha menzionato i Thru Collected provenienti da Napoli definendoli molto promettenti grazie alla loro voglia di sperimentare nuovi suoni.

Nel mainstream italiano trova interessante Geolier per l’autenticità nell’utilizzo del dialetto napoletano nelle sue canzoni mentre apprezza anche gli sviluppatori del movimento Ivreatronic nell’ambito della musica elettronica contemporanea.

Concludendo questa panoramica sulle sue aspirazioni future dopo trent’anni nella musica italiana, Meg desidera continuare a sperimentare senza limiti creativi mantenendo viva quella connessione profonda con la sua arte fatta sia d’introspezione sia d’intrattenimento sul dancefloor.