Ladro a chiamata arrestato ad Arezzo: colpi nei negozi del centro e resistenza a pubblico ufficiale

Arezzo, arrestato un 43enne pakistano per furti nei negozi del centro; l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, operava su richiesta di connazionali e ha reagito con violenza durante il fermo.
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Negli ultimi mesi, Arezzo ha visto un aumento dei furti nei negozi del centro, con un ladro che ha attirato l’attenzione delle forze dell’ordine. Un uomo di 43 anni, di origine pakistana, è stato arrestato dopo aver tentato di rubare capi d’abbigliamento in diversi esercizi commerciali. Le indagini hanno rivelato che il ladro operava su richiesta dei suoi connazionali, ricevendo una lista degli articoli da rubare.

Il modus operandi del ladro

Il 43enne si era specializzato nel furto di abbigliamento in negozi come Zara, Ovs e Pull&Bear. Secondo le informazioni raccolte, il suo approccio era ben organizzato: i clienti gli fornivano una lista della spesa con gli articoli desiderati e lui si recava nei vari punti vendita per “fare shopping” senza pagare. Recentemente è stato sorpreso mentre cercava di allontanarsi da un negozio con alcuni indumenti nascosti sotto la maglietta per un valore totale di circa 60 euro.

Ad assisterlo durante queste operazioni c’era spesso un complice che fungeva da palo. Questo amico lo aiutava a monitorare la situazione all’interno dei negozi e ad avvisarlo in caso di eventuali problemi o presenze indesiderate.

L’arresto durante il tentativo di fuga

L’arresto è avvenuto quando il ladro stava tentando di uscire dal negozio dopo aver scelto i capi d’abbigliamento. In quel momento si trovava nelle vicinanze il capitano Maurizio Pandolfi dell’Arma dei Carabinieri, impegnato in attività non ufficiale ma sempre vigile rispetto alla sicurezza pubblica. Nonostante fosse fuori servizio e senza divisa, Pandolfi ha riconosciuto la situazione sospetta ed è intervenuto prontamente.

Quando ha cercato di fermarlo e identificarsi come carabiniere, l’uomo ha reagito cercando disperatamente una via d’uscita strattonando sia il capitano sia una commessa intervenuta per aiutarlo. La reazione aggressiva non è stata sufficiente a garantirgli la fuga; infatti, Pandolfi aveva già allertato i rinforzi.

Conseguenze legali dell’arresto

I militari del radiomobile sono giunti rapidamente sul posto e hanno iniziato le ricerche nella zona circostante fino a trovare nuovamente l’uomo poco distante dal luogo del furto. Si tratta infatti di un volto noto alle forze dell’ordine: l’arresto non era certo una novità per lui poiché aveva già diversi procedimenti penali pendenti.

Dopo essere stato preso in custodia dai carabinieri del Norm della compagnia aretina, ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice Michele Nisticò per la direttissima relativa alla convalida dell’arresto. La procura ha richiesto misure severe data la gravità delle accuse: rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.

Il giudice ha accolto le richieste della pubblica accusa ordinando la custodia cautelare presso la casa circondariale locale poiché l’imputato risultava privo di fissa dimora al momento dell’arresto.