La pellicola “La vita da grandi”, diretta da Greta Scarano, affronta il tema dell’autonomia attraverso la storia di due fratelli, Omar e Irene. Interpretati rispettivamente da Yuri Tuci e Matilda De Angelis, i protagonisti si confrontano con le sfide quotidiane della vita adulta. Il film trae ispirazione dal libro “Mia sorella mi rompe le balle” dei veri fratelli Damiano e Margherita Tercon, offrendo una narrazione che mescola momenti di commedia a riflessioni più profonde.
La trama del film
Il fulcro della storia è rappresentato dalla relazione tra Irene e Omar. Mentre Irene cerca di insegnare al fratello maggiore come affrontare la vita quotidiana, Omar si presenta come un rapper gangster autistico di 39 anni. La sceneggiatura, scritta in collaborazione con Sofia Assirelli e Tieta Madia, riesce a catturare l’essenza delle esperienze reali dei Tercon senza cadere nel dramma pesante. Invece di concentrarsi esclusivamente sulle difficoltà legate all’autismo, il racconto mette in luce gli ostacoli universali che tutti possono incontrare nella propria esistenza.
Il viaggio dei due personaggi non è solo fisico; rappresenta anche una crescita emotiva significativa. Attraverso situazioni comuni come vestirsi autonomamente o spostarsi per la città senza perdersi, il film invita lo spettatore a riflettere sull’importanza dell’indipendenza personale.
Tematiche principali
“La vita da grandi” non edulcora le sfide della famiglia o quelle specifiche del personaggio di Omar; piuttosto offre uno sguardo onesto su cosa significhi vivere con delle limitazioni percepite dalla società. Tuttavia, il messaggio centrale è chiaro: non importa se ci vorrà tempo per raggiungere i propri obiettivi; ciò che conta è continuare a provare.
Greta Scarano utilizza toni leggeri per affrontare temi complessi come l’autonomia personale e le aspettative sociali. Le interazioni tra i protagonisti sono genuine e naturali; questo contribuisce a creare un’atmosfera empatica che rende il racconto accessibile anche ai più giovani.
L’interpretazione degli attori
Matilda De Angelis nei panni di Irene offre una performance toccante ma mai melodrammatica; la sua interpretazione trasmette sia forza che vulnerabilità mentre cerca di guidare suo fratello verso l’indipendenza. D’altro canto, Yuri Tuci porta sullo schermo un Omar complesso ma autentico: la sua caratterizzazione evita stereotipi facili ed esplora invece le sfumature del suo personaggio.
Le dinamiche familiari vengono così esplorate attraverso dialoghi incisivi e momenti condivisi significativi che rivelano quanto possa essere difficile crescere in un contesto dove ci si aspetta molto dagli gli altri ma anche da se stessi.