WR 104 è una stella di tipo Wolf-Rayet situata a circa 8000 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Sagittario. Questo sistema binario, composto da due stelle massicce, ha attirato l’attenzione degli astronomi per le sue peculiarità e il potenziale rischio che potrebbe rappresentare per il nostro pianeta. In questo articolo analizziamo le caratteristiche di WR 104 e i fenomeni associati ai lampi gamma, esplorando perché questa stella possa essere considerata pericolosa.
Caratteristiche di WR 104
WR 104 è una stella massiccia che ha almeno venti volte la massa del Sole al momento della sua nascita. Le stelle di questo tipo sono molto evolute e perdono massa a un ritmo elevato attraverso intensi venti stellari che possono raggiungere velocità superiori ai 2000 km/s. Questa perdita di massa avviene in modo significativo: si parla di circa masse solari all’anno.
Il sistema binario formato da WR 104 ruota vorticosamente attorno a un centro comune, creando dinamiche complesse tra le due stelle. Queste interazioni non solo influenzano l’evoluzione delle singole componenti del sistema ma possono anche avere effetti sullo spazio circostante. La posizione della stella nella costellazione del Sagittario rende difficile osservarla direttamente con strumenti ottici tradizionali; tuttavia, gli astronomi utilizzano tecnologie avanzate come i telescopi spaziali per studiarne il comportamento.
La vita utile delle stelle come WR 104 è relativamente breve rispetto ad altre tipologie stellari; queste enormi masse tendono ad esaurire rapidamente il loro combustibile nucleare e si preparano quindi a esplodere in supernovae nel giro di pochi milioni di anni dalla loro formazione. Per questo motivo, gli scienziati monitorano attentamente tali sistemi stellari.
Cosa sono i lampi gamma?
I lampo gamma rappresentano uno dei fenomeni più energetici dell’universo. Si tratta infatti di radiazioni elettromagnetiche estremamente intense che possono durare da pochi millisecondi fino a diversi minuti. L’energia emessa durante un singolo lampo gamma può superare quella prodotta da oltre centomila supernovae contemporaneamente.
Questi eventi sono piuttosto rari ma imprevedibili; la loro distribuzione nel cielo non segue schemi regolari ed è difficile prevedere quando o dove si verificherà un nuovo GRB. Il più lontano mai osservato finora è stato denominato GRB 090423 ed è avvenuto a oltre tredici miliardi di anni luce dalla Terra.
Le attuali teorie suggeriscono che i lampo gamma possano formarsi attraverso processi legati ai buchi neri o all’unione tra stelle neutroniche o fra una stella neutronica e un buco nero stesso. Quando una grande quantità di materia viene accresciuta su un buco nero rotante, può generarsi una violenta esplosione che produce questi fasci intensissimi di radiazione.
I rischi associati alla possibile esplosione della supernova
Tornando al caso specifico della stella WR 104, gli astronomi ritengono probabile che essa possa esplodere in una supernova nel prossimo futuro geologico – sebbene “futuro” possa significare anche milioni d’anni nell’ambito cosmico. Se ciò dovesse accadere, ci sarebbe la possibilità concreta che venga generato un potente lampo gamma diretto verso il nostro pianeta.
Le misurazioni effettuate indicano che l’asse rotazionale della stella potrebbe essere allineato con quello del sistema solare; se confermato questo scenario potrebbe comportare conseguenze devastanti per la vita sulla Terra: alcune simulazioni suggeriscono addirittura la possibilità dello spazzamento via del venticinque percento dell’atmosfera terrestre a causa dell’intensità delle radiazioni emesse dal GRB risultante dall’esplosione della supernova stessa.
Tuttavia non vi è certezza riguardo alla direzione precisa dell’esplosione: secondo alcuni studi recentissimi l’asse sarebbe inclinato rispetto alla linea retta verso la Terra con circa trenta gradi d’inclinazione; in tal caso gli effetti diretti potrebbero essere limitati o addirittura assenti qualora dovesse verificarsi l’esplosione catastrofica prevista dai modelli teorici attuali.
In ogni caso rimane aperta l’opportunità scientifica offerta dall’eventuale osservazione dei fenomeni collegati alla morte imminente della stella stessa: qualsiasi evento luminoso prodotto sarà visibile nei cieli terrestri anche se solo temporaneamente.