Un nuovo studio condotto dal Max Planck Institute in Germania ha rivelato che l’apprezzamento per la musica è influenzato, almeno in parte, dalla genetica. Attraverso un’analisi sui gemelli, i ricercatori hanno identificato fattori genetici che determinano il grado di piacere derivante dall’ascolto musicale. Questo lavoro offre spunti interessanti su come le esperienze musicali possano essere collegate a tratti ereditari.
Il ruolo della musica nelle emozioni umane
La musica è da sempre un elemento centrale nell’esperienza umana, capace di evocare emozioni profonde e rafforzare i legami sociali. Secondo una ricerca recente del 2024, l’ascolto musicale attiva tre gruppi distinti di neuroni nel cervello umano, stimolando il rilascio di dopamina. Questo processo implica che la musica non solo ci intrattiene ma interagisce anche con i sistemi predittivi e di ricompensa del nostro cervello. Tuttavia, fino ad ora non era chiaro quali fattori specifici potessero influenzare il piacere derivante dall’ascolto.
Giacomo Bignardi, primo autore dello studio pubblicato su Nature Communications, ha sottolineato l’importanza della ricerca nel comprendere come le differenze genetiche tra gli individui possano determinare variazioni nel godimento musicale. L’obiettivo era esplorare se tali differenze potessero fornire informazioni utili sulla musicalità umana in generale.
Metodologia dello studio sui gemelli
Per indagare sull’influenza dei fattori genetici sul piacere musicale e sulla sensibilità alla ricompensa associata alla musica, i ricercatori hanno utilizzato un modello gemellare. Questo approccio consente di confrontare le somiglianze tra gemelli identici ed eterozigoti per valutare l’impatto della genetica.
I dati analizzati provenivano da oltre 9.000 coppie di gemelli svedesi e includevano misurazioni relative alla ricompensa musicale auto-riferita dai partecipanti e alla loro sensibilità generale alle esperienze gratificanti. Inoltre, sono state esaminate capacità percettive musicali come tono, melodia e ritmo.
I risultati ottenuti hanno dimostrato che circa il 54% delle variazioni nell’apprezzamento della musica può essere attribuito a differenze geneticamente determinate fra gli individui coinvolti nello studio svedese. È emerso anche che le influenze genetiche sulla sensibilità alla ricompensa musicale sono parzialmente indipendenti dalla sensibilità generale alle esperienze gratificanti.
Implicazioni dei risultati nella comprensione dell’apprezzamento musicale
Lo studio ha messo in luce un quadro complesso riguardo al modo in cui diverse componenti del DNA possono contribuire all’esperienza del godimento musicale. I risultati suggeriscono infatti che differenti percorsi genetici possono influenzare vari aspetti dell’apprezzamento della musica: dalla regolazione delle emozioni al ballo ritmico fino all’interazione sociale attraverso la pratica strumentale collettiva.
Questa scoperta apre nuove prospettive sul tema dell’ereditarietà culturale rispetto a quella biologica nella formazione dei gusti personali verso la musica. Nonostante ciò sia solo uno degli aspetti da considerare quando si parla delle passioni umane – dove anche fattori ambientali giocano un ruolo cruciale – emerge chiaramente quanto sia rilevante la dimensione genetica nella nostra predisposizione verso certe forme artistiche.
Bignardi conclude affermando che ulteriori ricerche potrebbero chiarire quale parte specifica del genoma abbia maggiore impatto sull’apprezzamento umano per la musica; questo potrebbe contribuire a rispondere a domande fondamentali su una delle facoltà più enigmatiche dell’essere umano secondo Charles Darwin: perché amiamo così tanto la musica?