Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha fatto passi da gigante nel campo della prevenzione sismica. Grazie all’uso di tecnologie avanzate, come droni e satelliti, è possibile monitorare in tempo reale i rischi legati ai terremoti. In questo contesto si inseriscono progetti innovativi come Modisat e Ainspect, che puntano a rendere edifici e comunità più resilienti agli eventi sismici.
L’importanza del monitoraggio spaziale
La piattaforma Modisat rappresenta un passo significativo nell’analisi dei dati relativi ai movimenti sismici. Sviluppata con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, questa iniziativa utilizza sensori ad alta risoluzione per monitorare le infrastrutture dall’alto. I dati raccolti dai satelliti vengono tradotti in informazioni utili per prevedere potenziali rischi legati ai terremoti.
Accanto a Modisat c’è Ainspect, un sistema che integra droni dotati di intelligenza artificiale per effettuare ispezioni dettagliate degli edifici. Queste tecnologie permettono di rilevare tempestivamente eventuali danni strutturali causati da eventi sismici o altre emergenze ambientali. La capacità di analizzare i dati provenienti dal cielo offre una nuova prospettiva sulla sicurezza delle costruzioni.
Rui Pinho, professore di ingegneria strutturale all’università di Pavia e vicepresidente della Fondazione Eucentre, sottolinea l’importanza dell’adozione di queste tecnologie nel miglioramento della resilienza degli edifici. Secondo Pinho, l’obiettivo è attivare sistemi che possano rilevare immediatamente un evento sismico e gestire gli effetti sulle strutture attraverso allarmi automatici o interventi mirati.
Recenti eventi sismici: il caso del Myanmar
Il recente terremoto in Myanmar ha riportato alla ribalta la necessità urgente di migliorare le tecniche di monitoraggio degli edifici. Con una magnitudo 7.7, questo sisma è stato devastante non solo per il paese colpito ma anche per le nazioni vicine come Thailandia e Cina. La potenza del terremoto è stata calcolata essere 44mila volte superiore rispetto a quello registrato nei Campi Flegrei lo scorso marzo.
Questi eventi evidenziano quanto sia cruciale investire nella protezione delle infrastrutture esistenti attraverso soluzioni innovative ed economiche. In Italia si assiste a una proliferazione di startup dedicate alla protezione antisismica; queste realtà stanno sviluppando materiali innovativi che rispettano anche criteri ambientali rigorosi.
Pinho evidenzia l’importanza non solo della progettazione secondo norme antisismiche aggiornate ma anche dell’adeguamento del patrimonio edilizio esistente tramite tecnologie non invasive che possono essere installate senza interrompere le attività quotidiane delle strutture interessate.
Innovazioni nel settore edilizio: Bologna al centro della ricerca
A Bologna si trova uno dei laboratori più avanzati dedicato all’ingegneria strutturale e geotecnica in Italia; fondato negli anni ’70 ed aggiornato dopo il sisma emiliano del 2012, oggi rappresenta un punto nevralgico nella ricerca antisismica italiana. Claudio Mazzotti, professore presso l’università bolognese specializzato in tecnica delle costruzioni, afferma che accanto alla sicurezza informatica nelle nuove infrastrutture deve esserci attenzione alle soluzioni antisismiche fisiche.
La ricerca sta sviluppando sistemi innovativi capacidi ottimizzare la risposta delle strutture durante gli eventi tellurici; tra questi ci sono sistemi progettati per limitare i danno concentrandoli su zone fusibili facilmente sostituibili o componentistica capace di dissipare energia durante le vibrazioni provocate dai terremoti.
L’approccio integrato tra tecnologia dei materiali e digitalizzazione consente così una gestione attiva del rischio grazie all’uso combinato di intelligenza artificiale per analisi predittive sui danno potenziali alle costruzioni già esistenti sul territorio italiano.