A Padova, la situazione di violenza tra i giovani ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Sara Petrovic, una ragazza di 19 anni residente a Villafranca. La giovane è accusata di rapina, lesioni e minacce in relazione a due aggressioni avvenute nei mesi scorsi. Il questore Marco Odorisio ha anche emesso un Daspo urbano nei suoi confronti, vietandole l’accesso alla città.
Aggressione del 26 novembre: il primo episodio
Il primo episodio che ha coinvolto Sara Petrovic risale al 26 novembre dell’anno scorso. Una studentessa di 15 anni è stata accerchiata da un gruppo composto dalla Petrovic e altre due ragazze, una quindicenne e una dodicenne. La vittima ha raccontato agli inquirenti di aver provato paura non appena le ha viste avvicinarsi, consapevole della loro reputazione violenta. Durante l’aggressione, la Petrovic avrebbe intimato alla giovane di consegnare il telefono cellulare con minacce dirette: “Tira fuori il telefono sennò facciamo un disastro”. Dopo questa richiesta, le tre ragazze hanno iniziato a colpirla con pugni al volto e allo stomaco; in particolare la Petrovic l’avrebbe afferrata per il collo.
Dopo questo evento iniziale, sembrava che le tre giovani non fossero più tornate ad agire fino al successivo attacco del 12 marzo. Tuttavia, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i fatti grazie alle testimonianze delle vittime e ai video girati durante gli episodi.
Il secondo attacco: vendetta sociale
Il secondo agguato si è verificato dopo alcuni mesi ed è stato caratterizzato da un livello ancor più elevato di violenza fisica. Due ragazzine sempre quindicenni sono state nuovamente prese di mira dalla banda guidata da Sara Petrovic subito dopo la scuola. L’aggressione sarebbe scattata come forma di vendetta poiché le vittime avevano insultato sui social media l’ex fidanzato della Petrovic.
Durante questo nuovo attacco sono stati inflitti pugni, schiaffi e calci alle due ragazze mentre venivano minacciate anche con frasi pesanti come “ti facciamo pagare”. Invece che intervenire per fermare la violenza o aiutare le vittime, molti studenti presenti hanno scelto invece di filmare quanto stava accadendo con i loro smartphone; uno dei video è stato realizzato da un amico della Petrovic durante il pestaggio stesso.
Al termine dell’aggressione, Sara e le sue compagne si sono allontanate rapidamente dal luogo dei fatti lasciando dietro sé solo caos e dolore. Una delle due adolescenti aggredite ha dovuto ricevere cure mediche presso il pronto soccorso pediatrico ed è stata dimessa con una prognosi stimata in quindici giorni.
Conseguenze legali per gli aggressori
Le autorità competenti stanno ora esaminando attentamente entrambi gli episodi per determinare ulteriori responsabilità legali oltre quelle già attribuite alla boss delle baby bulle. Per quanto riguarda la quindicenne coinvolta nell’ultimo attacco insieme alla Petrovic, gli atti sono stati inviati alla Procura dei minorenni; mentre la dodicenne non può essere punita legalmente data la sua età ancora inferiore ai limiti previsti dalla legge italiana.
La denuncia presentata dai genitori della giovane ferita rappresenta un passo importante nella lotta contro queste forme crescenti di bullismo giovanile che continuano a preoccupare molte comunità italiane come quella padovana.