Il Teatro dei Venti, diretto da Stefano Tè, festeggia un importante traguardo: il suo ventesimo anniversario. Questo 2025 rappresenta per la compagnia un anno speciale, segnato da due decenni di impegno nel mondo del teatro e della cultura. Durante questo periodo, il gruppo ha affrontato sfide significative legate alla precarietà e alla diffidenza nei confronti dell’arte teatrale. La celebrazione non si limita a una semplice commemorazione, ma evidenzia anche l’importanza delle vite dedicate al teatro.
Storia e progetti del teatro dei Venti
Fondato nel 2005, il Teatro dei Venti ha saputo ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama culturale italiano ed internazionale. Tra le opere più apprezzate ci sono titoli come “Il Draaago,” “Pentesilea,” “Moby Dick” e “Don Chisciotte.” Oltre alla produzione teatrale tradizionale, la compagnia ha avviato numerosi progetti in contesti sociali difficili come carceri e scuole. Dal 2006 è attiva nel carcere di Modena e nella casa di reclusione di Castelfranco Emilia, dove promuove iniziative che mirano a coinvolgere i detenuti attraverso l’arte.
La compagnia non si limita a lavorare in ambito urbano; essa è presente anche nel piccolo borgo di Gombola di Polinago. Qui ha sviluppato attività che favoriscono l’incontro tra diverse generazioni ed esperienze umane. Inoltre, dal 2012 gestisce il festival Trasparenze che valorizza la creatività contemporanea in spazi scenici alternativi.
L’impegno del Teatro dei Venti va oltre i confini nazionali: sono stati avviati programmi di cooperazione internazionale volti a promuovere la salute mentale attraverso pratiche artistiche in collaborazione con l’Azienda Usl locale.
L’importanza della partecipazione comunitaria
La filosofia del Teatro dei Venti si basa sulla partecipazione attiva della comunità nelle sue progettualità artistiche. I responsabili della compagnia sottolineano come questa spinta utopica sia fondamentale per dare senso alle loro iniziative. Citandο Shakespeare, affermano che se siamo fatti della stessa sostanza dei sogni allora questi possono diventare realtà tangibili grazie al teatro.
Questa visione inclusiva permette al pubblico non solo di assistere agli spettacoli ma anche di essere parte integrante delle creazioni artistiche stesse. Il teatro diventa così un luogo d’incontro dove diverse culture ed esperienze possono interagire creando nuovi orizzonti espressivi.
Eventi per celebrare il ventennale
Per festeggiare questo importante anniversario, il gruppo teatrale organizza una giornata speciale sabato 5 aprile presso il rinnovato teatro dei Segni in via San Giovanni Bosco 150. L’evento dal titolo “Perdersi e orientarsi” prevede una serie d’interventi volti a condividere esperienze significative legate all’arte teatrale.
Durante la giornata sarà presentato anche un libro dedicato ai vent’anni della compagnia intitolato “Utopie nel mezzo,” curato da Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino e Salvatore Sofia. Gli approfondimenti inizieranno con discussioni sul tema del ‘perdersi’ insieme ad ospiti provenienti da ambiti diversi rispetto al teatro: Ettore Perozzi parlerà dell’universo dalla sua prospettiva scientifica; Angela Barbetti offrirà uno sguardo sull’importanza dell’archiviazione fotografica; Matteo Buraglio discuterà delle sfide legate all’assistenza ai malati Alzheimer; infine Elena Dak interverrà tramite video portando la sua esperienza antropologica dal deserto.
A conclusione degli interventi ci sarà un brindisi per celebrare i vent’anni trascorsi insieme al pubblico presente all’evento realizzato con il supporto di Bper Banca.