Eugenio Barba a Cremona: un incontro che celebra la cultura teatrale

Cremona ha accolto Eugenio Barba, icona del teatro contemporaneo, per seminari e workshop che hanno esplorato la sua visione artistica, sottolineando l’importanza delle periferie nel panorama culturale.
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Cremona ha ospitato un evento di grande rilevanza culturale con la visita di Eugenio Barba, figura iconica del teatro contemporaneo. L’incontro, organizzato dalla compagnia QU.EM. e dal circolo Next Teatro, ha visto il maestro pugliese condividere la sua esperienza e visione artistica in una serie di seminari e workshop dedicati alla voce. A 88 anni, Barba continua a ispirare le nuove generazioni con il suo approccio innovativo al teatro.

La presenza di Eugenio Barba

Eugenio Barba si è presentato al pubblico vestito in modo sobrio ma distintivo, con colori tenui che richiamano i costumi indiani. Accanto a lui c’era Julia Varley, attrice e co-fondatrice della Fondazione Barba Varley. Insieme hanno dato vita a due giornate ricche di attività artistiche presso diverse sedi della città. Il primo incontro si è svolto nella sede di ConfCommercio ed è stato aperto da Roberto Codazzi, responsabile culturale dell’associazione dei commercianti.

Durante questo primo appuntamento è stata proiettata una registrazione dello spettacolo “La vita cronica“, seguita dalla testimonianza diretta del maestro riguardo alla sua ricerca teatrale. Questo evento ha anche coinciso con l’annuncio che la Biennale Teatro renderà omaggio a Barba nel corso dell’anno attuale con una monografica dedicata ai maestri del teatro e ai loro eredi.

Barba ha parlato della sua carriera come “eretico” nel mondo del teatro, sottolineando l’importanza delle periferie come luoghi privilegiati per lo sviluppo artistico. Ha raccontato come il suo gruppo iniziale fosse composto da attori scartati dalle accademie tradizionali e come questa scelta abbia influenzato profondamente il suo lavoro.

Un dialogo sul futuro del teatro

Il secondo incontro si è svolto domenica presso il ridotto del Teatro Ponchielli ed ha visto una partecipazione entusiasta da parte degli spettatori presenti. Tra loro c’era anche Andrea Cigni, sovrintendente del Ponchielli, che ha condiviso i suoi ricordi legati agli studi universitari sul lavoro di Barba.

Nel corso dell’incontro sono emerse riflessioni sulla storia recente del teatro italiano attraverso aneddoti personali e professionali legati all’evoluzione delle pratiche artistiche negli ultimi decenni. Si sono toccati temi importanti come l’alternativa proposta dal terzo teatro rispetto alle forme più tradizionali; un concetto caro a molti artisti contemporanei.

Barba non si è limitato solo alla narrazione dei suoi successi; ha anche discusso delle sfide affrontate nel portare avanti la propria visione creativa in contesti spesso ostili o poco favorevoli all’arte teatrale innovativa.

L’importanza dell’iniziativa locale

L’evento rappresenta non solo un momento significativo per gli appassionati di teatro ma anche un riconoscimento per le realtà locali impegnate nella promozione culturale. La scelta dell’associazione Next Teatro come organizzatore evidenzia l’importanza delle iniziative “minori” nell’arricchire il panorama culturale italiano.

L’assessore Rodolfo Bona era presente durante le attività per dimostrare l’impegno istituzionale verso tali eventi significativi per la comunità cremonese. È evidente che incontri come quello tra Eugenio Barba e gli appassionati locali possono lasciare un segno profondo nella memoria collettiva degli spettatori presenti.

In sintesi, queste due giornate hanno offerto uno spaccato prezioso sulla vitalità della scena teatrale italiana attraverso le parole e l’esperienza diretta di uno dei suoi più grandi protagonisti contemporanei.