Stasera, il Teatro Donizetti di Bergamo ospita il debutto dello spettacolo “Edificio 3. Storia di un intento assurdo”, scritto e diretto dal drammaturgo argentino Claudio Tolcachir. La rappresentazione, che promette di coinvolgere il pubblico in una riflessione profonda sulla vita quotidiana e le relazioni umane, è stata fortemente voluta dalla direttrice artistica Maria Grazia Panigada. Con sette repliche in programma fino al 13 aprile, l’evento si preannuncia come uno dei momenti salienti della stagione teatrale.
Il lungo corteggiamento per portare “Edificio 3” a Bergamo
Maria Grazia Panigada ha dedicato tre anni per portare questo spettacolo a Bergamo. Durante la presentazione della stagione teatrale, ha condiviso con entusiasmo la sua scelta: “Per il pubblico sarà una sorpresa”. La preparazione meticolosa e l’attenzione ai dettagli sono evidenti nel modo in cui lo spettacolo è stato concepito. L’ufficio che fa da sfondo alla trama diventa un microcosmo dove cinque personaggi affrontano temi universali come la perdita, la maternità e le relazioni amorose.
L’opera si distingue non solo per i suoi contenuti ma anche per l’approccio innovativo del regista Tolcachir. Egli cerca di accompagnare gli spettatori in un viaggio interiore attraverso le esperienze dei protagonisti: “Se noi artisti abbiamo fatto bene il nostro lavoro”, afferma Tolcachir, “il pubblico sentirà sulla propria pelle ciò che raccontiamo”. Questa intenzione artistica mira a creare un legame emotivo tra i personaggi sul palco e gli spettatori.
Un cast d’eccezione per una storia profonda
Il cast dello spettacolo include nomi noti del panorama teatrale italiano come Rosario Lisma, Stella Piccioni e Valentina Picello. Ogni attore porta sul palco non solo talento ma anche una forte connessione con i propri personaggi. Secondo Tolcachir, conoscere profondamente gli attori consente loro di infondere autenticità nei ruoli interpretati: “È stato commovente trovare artisti così virtuosi e disponibili”.
La traduzione italiana del testo originale è stata curata da Rosaria Ruffini; questa scelta è fondamentale poiché deve preservare lo spirito dell’opera originale senza perdere significato nella traduzione. “Edificio 3” affronta tematiche complesse come la solitudine urbana e le difficoltà esistenziali degli individui nella società contemporanea.
L’opera invita a riflettere su domande fondamentali riguardanti l’esistenza umana: come andare avanti quando ci si sente persi o privi di senso? Questi interrogativi rendono lo spettacolo particolarmente rilevante nel contesto attuale.
Il supporto del Piccolo Teatro
Un ulteriore elemento che conferisce prestigio all’opera è la produzione realizzata dal Piccolo Teatro di Milano. Questo teatro ha già ospitato opere significative post Covid-19 ed è noto per sostenere progetti innovativi nel panorama culturale italiano. La prima assoluta dell’opera risale al 2008 a Buenos Aires con il titolo originale “Tercer Cuerpo”.
Tolcachir sottolinea quanto sia stata positiva l’esperienza lavorativa con compagnie italiane: “Il Piccolo è un teatro meraviglioso; ho avuto molte occasioni per collaborare qui”. Questo scambio culturale arricchisce entrambe le parti coinvolte ed evidenzia quanto possa essere potente l’arte nell’unire diverse culture attraverso storie condivise.