Al teatro la comunità va in scena “favole”: l’ultima opera di Giancarlo Sepe dal 4 marzo al 17 aprile 2025

“Dal 4 marzo al 17 aprile 2025, il Teatro La Comunità presenta ‘Favole’, un’opera innovativa di Giancarlo Sepe che ribalta le dinamiche teatrali, offrendo un’esperienza immersiva e multisensoriale.”
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Dal 4 marzo al 17 aprile 2025, il Teatro La Comunità ospiterà “Favole”, l’ultimo spettacolo del regista Giancarlo Sepe, prodotto dal Teatro della Toscana. Questo evento rappresenta un’opportunità per esplorare la relazione tra attori e pubblico attraverso le parole di Federica Stefanelli, storica interprete dello spettacolo. L’opera si distingue per la sua capacità di sovvertire le dinamiche tradizionali del teatro, creando un’esperienza immersiva e coinvolgente.

Un ribaltamento delle prospettive teatrali

“Favole” si presenta come una riflessione profonda sulla natura del teatro stesso. In questo spettacolo, gli attori non sono semplicemente i narratori delle storie; diventano parte integrante dell’esperienza visiva e sensoriale degli spettatori. Tradizionalmente, il pubblico osserva da una posizione privilegiata nel buio della platea mentre gli attori brillano sul palco illuminato. Tuttavia, in questa produzione innovativa di Sepe, i ruoli sembrano invertirsi: gli spettatori si trovano al centro dell’azione mentre gli attori li circondano.

Questa scelta registica crea un’atmosfera unica che sfida le convenzioni teatrali consolidate. Gli spettatori non possono scegliere il loro punto di vista; devono fidarsi della direzione in cui vengono guidati dalle immagini e dai suoni che li avvolgono. Questo approccio offre una nuova dimensione all’interazione tra chi recita e chi assiste alla performance.

L’esperienza immersiva secondo federica stefanelli

Federica Stefanelli ha condiviso la sua esperienza con “Favole”, descrivendo come sia stata colpita dalla potenza emotiva dello spettacolo fin dalla prima volta che lo ha visto più di dieci anni fa. Ricorda quel momento come qualcosa di straordinario: «Non avevo mai visto nulla di simile in teatro», afferma con entusiasmo. La combinazione di luci abbaglianti e momenti d’oscurità ha creato un’esperienza multisensoriale che coinvolge tutti i sensi.

Stefanelli sottolinea quanto sia importante per lei essere circondata dalle immagini evocative durante lo spettacolo: «Ci sentiamo completamente compenetrati con la musica e la luce». Questa immersione totale consente agli attori di esprimere emozioni profonde senza dover necessariamente guardare il pubblico; piuttosto devono concentrarsi sulla loro interpretazione interiore.

Emozioni a fior di pelle sul palcoscenico

Il processo creativo dietro “Favole” è altrettanto significativo quanto l’esecuzione stessa dello spettacolo. Durante le prove, gli interpreti sono incoraggiati a esplorare emozioni intense che poi porteranno sul palco. Secondo Stefanelli, questo approccio permette agli attori di attingere a esperienze personali ed emotive: «Siamo talmente pieni come se ci avesse somministrato un’overdose di emozioni».

Questo surplus emotivo è fondamentale per comunicare efficacemente con il pubblico anche senza parole esplicite o dialoghi prolungati; ogni scena deve trasmettere sentimenti complessi rapidamente ed efficacemente attraverso gesti e movimenti scenici ben calibrati.

Il ruolo cruciale della musica nell’opera

Un altro elemento centrale nello spettacolo è la musica, considerata da Stefanelli come una guida essenziale nell’interpretazione dei personaggi e nella narrazione complessiva delle favole raccontate da Wilde. Essa riesce ad evocare sentimenti profondi anche nei momenti più silenziosi dello show: «La musica ci fa piangere lacrime che non sono le nostre», spiega l’attrice.

Questa connessione tra suono ed emozione contribuisce a creare quell’atmosfera magica tipica delle favole stesse—un equilibrio tra bellezza e crudeltà—che invita il pubblico ad immergersi completamente nella storia narrata dagli interpreti sul palco.

Con queste premesse artistiche ed emotive, “Favole” promette quindi non solo uno spettacolo teatrale ma un viaggio esperienziale unico nel suo genere presso il Teatro La Comunità nei prossimi mesi primaverili.