Meta, la società madre di Facebook, Instagram e Threads, ha annunciato la chiusura del suo programma di verifica dei fatti negli Stati Uniti a partire da lunedì pomeriggio. Questa decisione segna un cambiamento importante nella strategia dell’azienda per combattere la disinformazione sulle sue piattaforme. La notizia è stata comunicata dal responsabile delle politiche di Meta, Joel Kaplan.
Chiusura del programma di fact-checking
Dopo un periodo di transizione iniziato all’inizio dell’anno, Meta ha deciso di interrompere ufficialmente la collaborazione con organizzazioni esterne dedicate al fact-checking. Questo programma era stato attivo per anni ed era stato concepito come un tentativo concreto per limitare la diffusione di notizie false e contenuti ingannevoli sui social media. La scelta della compagnia rappresenta una svolta significativa nel modo in cui intende affrontare le problematiche legate alla disinformazione.
La decisione è stata presa in un contesto in cui le piattaforme social sono sempre più sotto scrutinio riguardo alla loro responsabilità nella diffusione delle informazioni. Le organizzazioni esterne avevano il compito cruciale di verificare i contenuti pubblicati dagli utenti e segnalare eventuali notizie false o fuorvianti. Con l’abbandono del sistema tradizionale, Meta sembra voler adottare una nuova strategia che si discosta dalle pratiche consolidate.
Introduzione delle “Note della Comunità”
Al posto del precedente sistema basato sul fact-checking tradizionale, Meta introdurrà le “Note della Comunità”. Questo nuovo strumento ricorda quello già utilizzato su X e si basa sul contributo diretto degli utenti per valutare l’affidabilità dei contenuti condivisi sulle sue piattaforme. A febbraio, l’azienda aveva iniziato a reclutare collaboratori potenziali per questo progetto innovativo e nei mesi successivi ha condotto test preliminari utilizzando algoritmi simili a quelli impiegati da X.
Le “Note della Comunità” permetteranno agli utenti stessi di contribuire alla valutazione delle informazioni circolanti sui social media. Secondo quanto dichiarato da Kaplan, queste note inizieranno ad apparire gradualmente nei post su Facebook, Instagram e Threads senza applicazione immediata di penalità ai contenuti contrassegnati come discutibili o non verificabili.
Questo approccio mira a coinvolgere maggiormente gli utenti nella gestione delle informazioni online e potrebbe rappresentare una scommessa rischiosa ma necessaria nel panorama attuale della comunicazione digitale.
Riflessioni sulla nuova strategia
Con questa mossa audace, Meta cerca quindi nuove modalità per affrontare il problema complesso della disinformazione online. L’approccio “dal basso”, che incoraggia i membri della comunità a partecipare attivamente alla verifica dei fatti potrebbe portare sia vantaggi che svantaggi nel lungo termine.
Da un lato c’è l’opportunità per gli utenti stessi di avere voce in capitolo sulla qualità delle informazioni diffuse; dall’altro lato però ci sono preoccupazioni riguardo all’affidabilità del processo stesso se non supportato da esperti qualificati nel campo del fact-checking professionale.
In questo contesto mutevole è evidente che le sfide legate alla disinformazione rimangono significative; pertanto sarà interessante osservare come questa nuova iniziativa influenzerà il comportamento degli utenti e quali risultati porterà nelle prossime settimane sui vari canali social gestiti da Meta.