Un giovane tunisino di 25 anni è stato arrestato dopo aver rapinato una docente universitaria sul treno. L’episodio, avvenuto il 19 ottobre scorso, ha preso una piega inaspettata quando l’aggressore ha utilizzato il telefono rubato per scattarsi dei selfie e inviarli a conoscenti. Attualmente si trova in carcere e sarà giudicato con rito immediato.
La rapina sul treno
Il fatto è accaduto sulla tratta regionale Ferentino – Anagni, dove la docente di madrelingua inglese dell’Università “Sapienza” stava viaggiando per raggiungere la sua lezione. Approfittando del momento in cui si trovava sola nello scompartimento con la donna, il tunisino ha aggredito brutalmente la professoressa colpendola ripetutamente alla testa e prendendola a calci sulle gambe. Dopo averla gettata a terra, l’uomo ha portato via il suo smartphone e gli occhiali da sole.
L’aggressione si è rivelata particolarmente violenta; non solo per i colpi inflitti ma anche perché l’extracomunitario viaggiava clandestinamente sul convoglio. La docente stava studiando alcuni testi universitari al momento dell’attacco, un dettaglio che rende ancora più inquietante l’accaduto.
Dopo aver compiuto la rapina, il giovane è sceso alla fermata di Anagni ma non è riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine grazie alla pronta segnalazione della vittima che aveva fornito informazioni utili sull’aggressore.
Le indagini e l’identificazione del sospetto
Le indagini sono state avviate immediatamente dopo l’incidente presso la stazione ferroviaria di Anagni. Gli agenti hanno controllato diverse persone che corrispondevano alla descrizione fornita dalla professoressa. Tra queste c’era un individuo che si era distinto dagli altri: lo stesso uomo che aveva rubato il cellulare della docente.
La chiave per risalire all’identità del sospetto è stata proprio quella serie di selfie scattati con il telefono rubato e inviati ai suoi amici. Quando i carabinieri hanno notato questo comportamento sospetto mentre lui tentava di disfarsi del cellulare e degli occhiali su un muretto nei pressi della stazione, hanno capito subito che poteva trattarsi dell’autore della rapina.
Dopo essere stato identificato come principale sospettato dalle forze dell’ordine, lo straniero è stato sottoposto al confronto diretto con la vittima nel corso delle indagini preliminari. La docente non ha avuto dubbi nell’indicare lui come aggressore durante questo incontro decisivo.
Procedimenti legali in corso
Attualmente, il tunisino si trova in custodia cautelare ed affronta accuse gravi legate all’aggressione subita dalla professoressa universitaria. Quest’ultima ha deciso di costituirsi parte civile nel processo attraverso l’avvocato Giampiero Vellucci; mentre dall’altra parte c’è anche un difensore d’ufficio per l’imputato: avvocato Michele Salvatori.
La prossima udienza nella quale verrà pronunciata una sentenza definitiva riguardo al caso sarà fissata per il prossimo 13 giugno 2025. Questo episodio solleva interrogativi sulla sicurezza dei trasporti pubblici italiani e sull’efficacia delle misure preventive contro attacchi simili sui mezzi pubblici.