Bitcoin raggiunge il 63% di dominance: un trend inarrestabile nel mercato delle criptovalute

La dominance di Bitcoin raggiunge il 63%, il livello più alto dal marzo 2021, mentre le altcoin registrano perdite significative, evidenziando una crescente preferenza per la principale criptovaluta.
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La dominance di Bitcoin ha toccato oggi il 63%, segnando un livello che non si vedeva dal marzo 2021. Questo dato, fornito da TradingView, evidenzia una tendenza crescente per la principale criptovaluta, in un contesto dove le altcoin stanno perdendo terreno. Negli ultimi mesi, i mercati delle criptovalute hanno vissuto una fase definita “Bitcoin season“, durante la quale il prezzo di Bitcoin ha sovraperformato rispetto a molte altre valute digitali.

La performance delle altcoin

Negli ultimi trenta giorni, mentre il prezzo di Bitcoin è rimasto sostanzialmente stabile, molte altcoin hanno registrato perdite significative. Ethereum ha visto una diminuzione del valore superiore al 12%, XRP è sceso dello stesso ordine percentuale e Solana e Dogecoin hanno subito cali rispettivamente del 13% e del 14%. Cardano ha avuto una performance ancora peggiore con un -18%. Escludendo le stablecoin, solo BNB tra le prime dieci criptovalute per capitalizzazione ha fatto meglio di Bitcoin nello stesso periodo.

Guardando all’andamento dell’intero anno fino ad oggi nel 2025, Bitcoin mostra una perdita contenuta attorno al -10%. In confronto, Ethereum perde circa il 45%, Solana è a -37% e Dogecoin addirittura a -48%. Tra le prime venti criptovalute per capitalizzazione solo LEO di Bitfinex sta registrando guadagni nel corso dell’anno; XRP si trova vicino alla stabilità con appena un -2%.

Questi dati chiariscono come la crescita della dominance di Bitcoin sia legata alla debolezza delle altcoin. Da inizio anno la quota di mercato della prima criptovaluta è passata dal 58% al quasi 63% attuale. Fino al primo febbraio non aveva nemmeno superato il limite del 60%, ma già dal sette febbraio era sopra il 62%. Dopo oscillazioni tra i due valori fino a fine marzo, da quel momento sembra essere iniziata una nuova fase ascendente.

L’evoluzione della dominance negli anni

La crescita della dominance di Bitcoin negli ultimi due anni è sorprendente considerando l’esplosione del numero delle altcoin disponibili sul mercato. Nel periodo compreso tra aprile 2021 e marzo 2023 la quota era oscillata tra il 39% ed il 48%, ma ora si attesta su valori ben più elevati rispetto ai precedenti picchi storici.

Un confronto con gli anni passati rivela che fino a marzo del 2017 la quota dominava oltre il 90%, prima che l’arrivo massiccio degli token iniziasse ad alterare questo equilibrio. Con l’emergere significativo di Ethereum nel 2015 e successivamente dei token durante la bolla speculativa del 2017-2018, la situazione cambiò drasticamente; tuttavia anche dopo queste fluttuazioni estreme nella dominanza, Bitcoin riuscì sempre a recuperare posizioni nei periodi successivi ai bear market.

Dopo ogni ciclo speculativo importante come quello avvenuto nel 2021, la dominanza tornava sempre verso l’alto anche se temporaneamente scendeva sotto soglie critiche. Oggi invece assistiamo ad un trend costante senza segni evidenti d’inversione.

Prospettive future per bitcoin

Analisti esperti prevedono che questa tendenza possa continuare ancora per qualche tempo. A differenza dei cicli precedenti dove vi erano picchi seguiti da rapidi ribassi, l’attuale risalita sembra avere caratteristiche diverse. Partita all’inizio dell’anno corrente, la crescita appare continua con poche interruzioni significative.

Le previsioni indicano che potrebbe esserci ulteriore incremento nella dominance già entro aprile. Nonostante possibili correzioni nei mesi successivi come maggio o giugno potrebbero verificarsi, non ci sono segnali chiari d’inversione imminente secondo gli analisti consultati.

In sintesi quindi possiamo affermare che finora non ci sono indizi concreti su quando questa ascesa potrebbe fermarsi; potrebbe essere necessario attendere luglio prima d’assistere ad eventuali cali significativi simili agli eventi accaduti nel 2017 ma probabilmente meno accentuati.