Il terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Myanmar il 28 marzo ha lasciato una scia di distruzione e disperazione, specialmente nella regione di Sagaing. Le forti scosse hanno avuto ripercussioni anche nei paesi vicini, come la Thailandia. La situazione è critica, con migliaia di persone che si trovano senza un tetto sopra la testa e con bisogni fondamentali non soddisfatti.
La vita dopo il terremoto: bambini e famiglie in difficoltà
Roi, un bambino di cinque anni, rappresenta solo uno dei tanti piccoli costretti a vivere per strada dopo il sisma. Le immagini delle comunità rase al suolo sono strazianti: scuole, case e ospedali ridotti a macerie. Infrastrutture vitali come ponti e linee elettriche sono state gravemente danneggiate o distrutte. Questo ha portato a una mancanza totale di elettricità e telecomunicazioni nelle aree più colpite.
Le famiglie ora dormono all’aperto senza alcuna protezione dalle intemperie. L’emergenza sanitaria è palpabile; molte comunità non hanno accesso ad acqua potabile né cibo sufficiente per sopravvivere. Prima del terremoto, oltre 6 milioni di bambini in Myanmar necessitavano già assistenza umanitaria; ora questa cifra è destinata ad aumentare drasticamente poiché circa un terzo degli sfollati nel paese sono minori.
La crisi si aggrava ulteriormente per le famiglie già vulnerabili che si trovano ora a fronteggiare una nuova ondata di difficoltà economiche e sociali causate dal disastro naturale.
Il ruolo dell’Unicef nell’emergenza attuale
Julia Rees, Vice Rappresentante dell’Unicef in Myanmar, sottolinea che la crisi è tutt’altro che risolta. Le scosse continuano a farsi sentire mentre le operazioni di ricerca e salvataggio proseguono incessantemente nelle aree devastate dal sisma. I soccorritori stanno ancora recuperando corpi dalle macerie mentre i bambini attendono notizie sui genitori dispersi.
Il trauma psicologico subito dai più giovani è enorme; molti avevano già vissuto esperienze traumatiche legate ai conflitti precedenti nel paese ed ora devono affrontare anche questo nuovo disastro naturale che amplifica paura e perdita.
L’Unicef sta lavorando attivamente sul campo insieme ai suoi partner per fornire assistenza immediata alle popolazioni colpite attraverso l’invio di kit d’emergenza contenenti risorse essenziali come acqua potabile, servizi igienico-sanitari ed aiuti nutrizionali.
Sfide logistiche nell’assistenza umanitaria
Gli operatori umanitari stanno affrontando condizioni estremamente difficili nel tentativo di fornire supporto alle comunità devastate dal terremoto. Spesso privi della corrente elettrica o dell’acqua corrente necessari per svolgere le loro attività quotidiane, molti volontari dormono all’aperto proprio come coloro ai quali cercano d’aiutare.
Attualmente l’Unicef sta mobilitando ulteriori 80 tonnellate d’aiuti dai propri magazzini globali ma riconosce che questa quantità non basta a coprire i crescenti bisogni della popolazione locale colpita dalla catastrofe naturale. La mancanza urgente d’acqua pulita, cibo adeguato ed assistenza medica rende evidente quanto sia critica la situazione nelle aree interessate dal sisma.
I tempi stringono; ogni minuto conta nella risposta alla crisi umanitaria in corso mentre gli sforzi continuano ad intensificarsi per cercare d’alleviare le sofferenze delle persone coinvolte da questo tragico evento.