Il 3 aprile 2025, Tillman Fertitta è stato nominato ambasciatore degli Stati Uniti in Italia. Con una carriera imprenditoriale di successo alle spalle e un patrimonio stimato di 8 miliardi di dollari, Fertitta si prepara a gestire le relazioni tra Roma e Washington in un momento critico. Il suo obiettivo principale sarà affrontare il deficit commerciale tra i due paesi, attualmente fissato a 44 miliardi di dollari. Inoltre, Fertitta ha espresso preoccupazioni riguardo alla spesa militare italiana rispetto agli impegni NATO e ha sottolineato l’importanza di rafforzare i legami energetici con gli Stati Uniti.
Obiettivi commerciali: ridurre il deficit con l’Italia
Durante la sua audizione al Comitato per gli affari esteri del Senato americano, Fertitta ha messo in evidenza la necessità di affrontare il deficit commerciale che pesa sull’Italia. Secondo le sue dichiarazioni, questo divario deve essere ridotto attraverso una collaborazione più stretta tra le imprese italiane e quelle americane. “Conosci i numeri,” ha affermato Fertitta durante l’audizione; un chiaro invito a considerare dati concreti piuttosto che mere speculazioni.
Fertitta intende lavorare fianco a fianco con le aziende italiane per migliorare la situazione economica bilaterale. La sua visione include anche un aumento delle esportazioni statunitensi verso l’Italia e una diminuzione delle importazioni italiane da altri paesi come la Libia. Questo approccio potrebbe avere ripercussioni significative sulle grandi aziende italiane del settore energetico come Eni, che attualmente dipendono fortemente dalle forniture libiche.
Le questioni energetiche: meno Libia, più USA
Un altro punto cruciale sollevato da Fertitta riguarda le relazioni energetiche tra Italia e Stati Uniti. Ha espresso chiaramente il desiderio che l’Italia faccia affari principalmente con produttori americani piuttosto che continuare ad acquistare energia dalla Libia o da altre nazioni non alleate. Nel 2024, circa il 20% del petrolio importato dall’Italia proveniva dalla Libia; quindi questa posizione potrebbe influenzare notevolmente gli accordi esistenti nel settore dell’energia.
Fertitta ha confermato di aver già discusso queste tematiche con compagnie petrolifere americane ed è convinto della necessità di rivedere gli accordi commerciali attuali per favorire maggiormente le imprese statunitensi nel mercato italiano.
Spesa militare italiana: richieste chiare da Washington
Un’altra area su cui Fertitta si concentrerà è quella della spesa militare italiana rispetto agli standard NATO. Attualmente l’Italia destina solo l’1,6% del proprio PIL alla difesa; secondo quanto dichiarato dal nuovo ambasciatore designato dagli Stati Uniti questo livello non è sufficiente rispetto agli impegni presi all’interno dell’Alleanza Atlantica.
Fertitta ha criticamente osservato come alcuni paesi membri della NATO cerchino scorciatorie nella contabilizzazione delle loro spese militari attraverso quella che lui definisce “matematica creativa.” Ha però riconosciuto anche gli sforzi italiani sul fronte migratorio e nelle operazioni internazionali dove sono state impiegate truppe italiane quando necessario.
Rapporti italo-cinesi: preoccupazione crescente
Infine, durante la sua audizione al Senato americano sono emerse preoccupazioni riguardo ai rapporti tra Italia e Cina dopo la firma dell’accordo sulla Via della Seta nel 2019 sotto il governo Conte I. Sebbene Meloni abbia abbandonato ufficialmente questa iniziativa alla fine del 2023, Fertitta rimane cauto nei confronti delle influenze cinesi nel paese europeo.
Ha menzionato specificamente undici stazioni di servizio cinesi presenti in diverse città italiane come Roma e Venezia; queste strutture sono accusate dalle organizzazioni umanitarie di sostenere attività legate al Partito Comunista Cinese monitorando dissidenti locali. Questa situazione rappresenta una sfida significativa per fertilizzare ulteriormente i rapporti strategici fra Italia ed USA senza compromettere la sicurezza nazionale italiana nei confronti delle ingerenze straniere.