LinkedIn

LinkedIn si presta alle truffe online?

L’altra faccia del social network professionale sfruttato per finalità truffaldine e poco lecite.

Avevo già trattato tempo fa, in questo articolo, della presenza, sempre più spesso, di account fake e profili falsi su LinkedIn creati appositamente per navigare all’interno della piattaforma con il solo scopo di sbirciare sulle bacheche altrui senza il rischio di essere “visti” (come tutti sanno, LinkedIn è uno dei pochi Social Big a registrare le visite sul profilo personale di un utente).

A parte la fastidiosa sensazione di essere oggetto di guardoni digitali intenti a curiosare all’interno del proprio Curriculum Vitae et Studiorum, nessun problema direte voi? Beh, le cose non stanno proprio così!

Account Fake su LinkedIn

Nonostante reputi LinkedIn una piattaforma valida, affidabile e sicura, uno spazio virtuale sul quale reperire informazioni e notizie utili come anche confrontarsi con validi esperti di ogni settore, non ho potuto fare a meno di notare che da un pò di tempo anche il social medium di Reid Hoffman sta prestando il fianco, suo malgrado, alla presenza di “individui” dagli scopi tutt’altro che professionali! E’ ovvio ai più che molti dei grandi social network hanno costruito la propria fortuna su account fittizi, lo stesso Facebook, che ha raggiunto numeri da capogiro, annovera tra i suoi iscritti una bella fetta di user ipocriti mentre Twitter, non è da meno, con un esercito di bot pronti a spammare il mondo a colpi di tweet e hashtag.

Proposta

Ma siamo sicuri che non si possa fare nulla per arginare il fenomeno e provare a controllare il tutto “certificando” le identità digitali degli iscritti? Lavoro immane? Processo inutile (Twitter ha iniziato qualcosa di simile ma solo per pochi account e attraverso un processo di selezione non troppo chiaro)?

Domande retoriche direte voi, basterebbe un pò di buon senso e una netiquette condivisa tra gli utenti, tanto LinkedIn, per sua stessa natura, si auto-regolamenta, in quanto frequentato “solo” da utenti affidabili e dunque immune da frodi o scopi illeciti! Purtroppo per noi, nulla più lontano dalla realtà. Vi spiego il perchè.

Un “comune senso del pudore” ci porta spesso a considerare uno strumento di comunicazione/informazione valido e attendibile in base a chi lo frequenta e utilizza.

Se lo hanno detto in TV e/o al TG allora è Vero!

è ancora oggi una legge non scritta fondamentale nella fase di consolidamento dell’Opinione Pubblica in merito a un argomento di attualità. Per un’assurda e non scritta proprietà transitiva siamo dunque portati a credere che LinkedIn, social network fatto da professionisti per professionisti, sia la Terra Consacrata per chi cerca serietà e sincerità al riparo da goliardia, puerilità, corbelleria e futilità quotidiane tipiche di media meno Snob!? Direi proprio di si.

Lo ha detto Tizio su LinkedIn allora è Vero!

potremmo dunque parafrasare… “E qui casca l’asino”, diceva Totò. Se Io, utente X, persona indefessa, in quanto iscritto a LinkedIn, sono automaticamente “certificato e accreditato” nell’Olimpo dei Probi e Virtuosi (Professionisti o Aspiranti Tali) Digitali della Rete, cosa vieta a Te, utente Y, di godere degli stessi diritti ma per scopi ben più loschi?

Senza perdermi in ulteriori preamboli vi faccio alcuni pratici esempi. Qualche giorno fa ho ricevuto, a distanza di pochissimo tempo, due email recanti in Oggetto la proposta di Scambio Link. Incuriosito (ma non troppo) ne ho letto il contenuto e visualizzato i rispettivi siti. Neanche a dirlo tutte gli indizi, dopo una prima analisi, portavano a una conclusione: Truffa/Spam/Phishing (0/0 Page Rank, povertà di dati su Whois, Link orfani sull’intera Home Page). Dov’è la gravità della cosa? Beh, molto semplice, la presenza di un collegamento a LinkedIn inserito sia come link sul nome del mittente (che ho ovviamente rimosso dai testi seguenti per evitare backlink) sia nella firma delle stesse, come a voler rassicurare il sottoscritto sull’autenticità non solo della proposta, ma della persona stessa impegnata a sottoporla.

 Salve,

Il mio nome è Paola,
Vorrei suggerire uno scambio di link gratuito con socialmedialife.it o con qualunque altro sito di cui lei sia in possesso.
Le farà piacere sapere che sto lavorando su un ventaglio di progetti di qualità per lo scambio di link gratuiti e che sono sicuro che questo scambio possa essere fruttuoso e produttivo per entrambi.
La prego di farmi sapere se è interessato ad avere più dettagli, o se ha qualche opinione da riferirmi in materia.
Attendo una sua mail!
Paola Casale
http://www.trafficopertutti.com/
http://it.linkedin.com/pub/paola-casale/7b/3bb/995
Caro webmaster,
Sono capitato nel suo sito socialmedialife.it mentre navigavo nella rete e vorrei fare uno scambio di link con lei.
Quello che offro è un servizio gratuito, onesto e che porterà beneficio a entrambi, che ha come merce di scambio un link.
Qui su http://www.iseoonline.com/ lei potrà trovare una quantità di informazioni, che vanno dalle guide per principianti a tematiche più avanzate, per aumentare il traffico in arrivo sui suo sito.
E tutto questo è assolutamente gratuito.
La prego di farmi sapere cosa ne pensa. Quello che voglio è semplicemente scambiare dei link con lei.
Cordiali saluti,
Sandra Gallo
sandra.gallo@iseoonline.com
iSEOonline.com
http://it.linkedin.com/in/gallosandra
Naturalmente per chi mastica un pò di SEO ed è capace di districarsi in Rete, è facile proteggersi da azioni del genere (basta lanciare una query di ricerca come “truffa www.trafficopertutti.com/” su Google o Bing per trovare altre segnalazioni) e magari riderci su (guardate persino su quale forum è finita una proposta).
Ma per chi non fosse abbastanza Geek da intuire la cosa e, tranquillizzato da un account LinkedIn, inviasse dati sensibili, documenti o altro ancora a un presunto Angel Investor alla ricerca di giovani menti in uno dei tanti gruppi tematici?
“To Be Linda Carlton or Cindy Swink? This is the Question”
Falsi Profili su LinkedIn
Non sono di quelli che demonizzano il mezzo e sono solito dire che i social network sono solo uno strumento, e in quanto tale, dipende dall’utilizzatore finale l’uso perseguito. Ciononostante credo necessario non solo vigilare, ma iniziare a sviluppare uno spirito critico e non accettare pedissequamente qualunque cosa come “oro colato”.
Purtroppo, come si dice “L’occasione fa l’u…tente LinkedIn ladro?”

 Tommaso Lippiello

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Tommaso Lippiello

Lavora da tempo come Digital Program Manager per Agenzie di Marketing e Comunicazione e in Aziende del settore ICT. Consulente Digitale per realtà come DigiCamere - Camera di Commercio di Milano, Microsoft Bing, Reply e Luxottica, è attualmente Digital Innovation Manager in CRAI Secom SpA, Docente presso l'Università LIUC nel corso "La comunicazione interattiva: blog, social network, app, business network" presso la facoltà di Economia e Management e Advisor allo IULM Innovation Lab. Esperto di Social Media ha esperienza come Speaker e Formatore ed è il creatore e redattore di SocialMediaLife.it e co-Founder di MobilitaPubblicoImpiego.it. Seguimi su:

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